Zoonosi alimentari: dati europei e casi recenti ricordano quanto la sicurezza alimentare resti una priorità

Zoonosi alimentari: dati europei e casi recenti ricordano quanto la sicurezza alimentare resti una priorità

Nel 2024 le zoonosi trasmesse dagli alimenti continuano a rappresentare un importante problema di sanità pubblica in Europa. Secondo il rapporto EFSA–ECDC “The European Union One Health 2024 Zoonoses Report” , pubblicato a novembre 2025, Campylobacter, Salmonella, STEC e Listeria monocytogenes sono responsabili della grande maggioranza delle tossinfezioni umane e, considerando l’andamento degli ultimi cinque anni, mostrano un trend complessivamente in aumento. Questi dati, spesso percepiti come astratti, trovano purtroppo riscontro anche nella cronaca recente. Nei giorni scorsi è stato disposto il ritiro precauzionale di lotti di prosciutto cotto di tacchino dalla grande distribuzione a seguito del rischio di contaminazione da Listeria monocytogenes (art. La Repubblica 26 dicembre 2025). Episodi come questo ricordano quanto gli alimenti pronti al consumo (Ready To Eat), se non correttamente gestiti lungo tutta la filiera, possano rappresentare un rischio significativo soprattutto per anziani, donne in gravidanza e soggetti fragili. Al di là delle responsabilità specifiche, si evidenzia come la sicurezza degli alimenti sia un tema molto importante e non solo a livello industriale, ma anche nell’ambito domestico. Pertanto risulta fondamentale il rispetto delle buone pratiche igieniche e di conservazione degli alimenti. Allegato a questo articolo troverete un pratico promemoria di buone prassi da seguire, elaborato per le aziende della filiera alimentare, con l’obiettivo di aiutarle nell’adattamento di processi utili a ridurre il rischio di contaminazioni microbiologiche e a proteggere la salute dei consumatori.

Scarica la nostra tabella informativa.

I principali patogeni sotto osservazione

Salmonella:

è la seconda zoonosi più segnalata, con circa 80.000 casi nel 2024 (+3% rispetto al 2023) ed è la principale causa di focolai alimentari nell’UE: 1.238 focolai, 10.164 casi, 1.823 ospedalizzazioni e 17 decessi. L’associazione uova–Salmonella resta quella di maggiore preoccupazione. Anche in questo caso l’Italia presenta tassi relativamente bassi, con una quota significativa di casi legati a viaggi o al consumo di alimenti fuori casa.

Campylobacter:

si conferma la prima causa di zoonosi nell’Unione Europea, con oltre 168.000 casi segnalati nel 2024, in aumento del 14% rispetto al 2023.
L’infezione è fortemente associata al consumo e alla manipolazione di carni avicole. In Italia l’incidenza notificata risulta tra le più basse in Europa, ma il rapporto evidenzia una probabile sottostima dei casi reali.

Escherichia coli produttore di Shiga tossina:

le infezioni da STEC (Escherichia coli produttore di Shiga tossina) sono aumentate del 15% rispetto al 2023, con oltre 11.700 casi.
La Shiga tossina può causare forme gravi come la sindrome emolitico-uremica. In Italia la sorveglianza è di tipo sentinella e i casi sono probabilmente sottostimati; il patogeno è  frequentemente riscontrato in ruminanti, carni, latte crudo e alcuni alimenti pronti.

Listeria monocytogenes:

pur causando un numero inferiore di infezioni (circa 3.000 casi in UE, +3% rispetto al 2023), rappresenta la zoonosi più grave: il 97,3% dei casi con dati disponibili richiede ospedalizzazione. Nel 2024 sono stati registrati oltre 300 decessi in Europa, con un
tasso di mortalità superiore al 15%. In Italia sono stati segnalati 238 casi, spesso associati al consumo di alimenti pronti al consumo, come evidenziato anche dai recenti richiami di prodotto.

Sulla prevenzione e responsabilità, dice Luca Medini direttore di Labcam:

«I dati dell’ultimo rapporto EFSA–ECDC confermano che, nonostante i progressi nei sistemi di controllo, i pericoli microbiologici continuano a determinare un impatto rilevante in termini di malattia, ospedalizzazione e mortalità. I casi di cronaca dimostrano come il rischio zero non esista e quanto sia essenziale mantenere elevati livelli di attenzione lungo l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo. In questo contesto, Labcam affianca le imprese alimentari con supporto tecnico e analitico, contribuendo al mantenimento e al rafforzamento degli standard di sicurezza alimentare attraverso controlli efficaci, monitoraggi mirati e attività di prevenzione, a tutela della salute pubblica e della fiducia dei consumatori».

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